Cronologia

1. La procedura di privatizzazione

Il 29 dicembre 2006 il Ministero dell’economia e delle finanze pubblica l’invito a manifestare interesse all’acquisto di una quota non inferiore al 30,1% del capitale di Alitalia e della totalità delle obbligazioni convertibili Alitalia detenute dal Ministero stesso.

Il titolo Alitalia il 29 dicembre schizza da 0,99 a 1,05 (+6,06%) con volumi record di oltre 150 milioni di pezzi.

Il 29 gennaio 2007 il Ministero comunica di avere ricevuto undici manifestazioni di interesse all’acquisto.

Il gruppo di aspiranti acquirenti Alitalia perde qualche pezzo. Del resto alcune delle manifestazioni di interesse erano poco più che folkloristiche. Il 13 febbraio 2007 il Ministero a conclusione della fase di analisi delle offerte, comunica l’ammissione alla fase successiva della procedura di privatizzazione di cinque soggetti: AP Holding (Carlo Toto – Air One); la cordata promossa da Management & Capitali (Carlo de Benedetti); MatlinPatterson; Texas Pacific Group Europe; Unicredit Banca Mobiliare.

Il titolo Alitalia il 30 gennaio arriva a 1,13 e tra il 29 e il 30 gennaio vengono scambiati quasi 150 milioni di pezzi.

Il 23 febbraio 2007 il Ministero pubblica il testo della lettera contenente i termini della procedura per la presentazione delle offerte preliminari inviata ai cinque potenziali acquirenti

Il 2 aprile 2007 scendono in campo Mediobanca e Aeroflot. Il Ministero comunica di avere ricevuto la richiesta di aggregazione di nuovi soggetti interessati a partecipare alla procedura per la privatizzazione di Alitalia: da parte di MatlinPatterson Global Advisers LLC e TPG Partners V, L.P. (soggetti che avevano manifestato interesse disgiuntamente e che hanno comunicato l’intenzione di aggregarsi in una cordata) è richiesta l’aggregazione di Mediobanca Banca di Credito Finanziario S.p.A. Da parte di UniCredit Banca Mobiliare S.p.A. è richiesta l’aggregazione di Aeroflot Russian Airlines – Joint Stock Company.

Lo stesso 2 aprile 2007 il Ministero comunica che Management & Capitali si è tirata indietro e che a seguito dell’aggregazione di MatlinPatterson e TGP Partners i soggetti ammessi a presentare offerte preliminari sono tre: 1. AP Holding S.p.A.; 2. Cordata “MatlinPatterson Global Advisers LLC – TPG Partners V L.P.” (soggetti che avevano manifestato interesse disgiuntamente e che hanno comunicato l’intenzione di aggregarsi in una cordata) aggregando Mediobanca; 3. Unicredit Banca Mobiliare S.p.A. aggregando Aeroflot.

Il titolo che progressivamente è sceso fino a 0,94 risale a 0,99 il 2 aprile (+5,32%) e a 1,03 il 3 aprile. Nei due giorni passano di mano circa 150 milioni di pezzi.

Il 16 aprile 2007 il Ministero comunica di avere ricevuto offerte preliminari dai tre soggetti ammessi.

Ci si chiede se ci sarà spazio per altri soggetti nella gara per la privatizzazione di Alitalia. Con un comunicato in data 11 maggio 2007 il Ministero chiarisce che non c’è spazio per nuovi concorrenti, oltre ai tre selezionati e una volta terminata la fase di aggregazione. Però chi volesse acquistare quote di minoranza nel capitale di un soggetto ammesso potrebbe ben farlo. Non ci sarà nessuno che considererà una simile eventualità

Il 14 maggio 2007 il Ministero comunica l’ammissione alla fase successiva della procedura di tutti i tre i soggetti partecipanti indicati il 2 aprile.

Il 22 maggio 2007 il Ministero pubblica il testo della lettera di procedura, con la quale vengono comunicati ai potenziali acquirenti di Alitalia contenuto e modalità di presentazione delle offerte vincolanti.

Il 21 giugno 2007 il Ministero comunica la proroga del termine per la presentazione delle offerte vincolanti al 12 luglio. Il che lascia pensare che le cose non vadano molto bene.

Il 6 luglio 2007 il Ministero comunica l’ulteriore proroga del termine per la presentazione delle offerte vincolanti al 23 luglio. E quella che era un’impressione diventa una certezza.

Una a una le cordate si fanno da parte: anche AP Holding di Carlo Toto (che successivamente si lamenterà invano davanti agli organi di giustizia amministrativa della trattativa in esclusiva con Air France e cercherà di imbarcarsi nella cordata italiana) si tira indietro.

Il 18 luglio 2007 il Ministero emette un sinistro comunicato nel quale pur confermando che la procedura va avanti quanto meno con MatlinPatterson ci si riserva ogni decisione in merito al proseguimento della procedura. Lo stesso 18 luglio 2007 anche MatlinPatterson getta la spugna. Il Ministero comunica la chiusura della procedura di privatizzazione. Si ricomincia da zero.

Il titolo si è progressivamente indebolito: il 18 luglio chiude a 0,77, il 19 e il 20 luglio a 0,75: nelle tre sedute vengono scambiati complessivamente oltre 140 milioni di pezzi.

Il 31 luglio 2007 si dimette il Consiglio di Amministrazione di Alitalia ed il suo Presidente, Berardino Libonati. Al suo posto viene nominato Maurizio Prato cui, confermata la volontà del Governo di cedere il controllo della compagnia, viene affidato l’incarico di individuare soggetti industriali e finanziari disponibili.

La nuova fase prefigurata progressivamente ridà forza al titolo che il 31 luglio risale a 0,89, ma il giorno dopo chiude a 0,82.

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2. La trattativa in esclusiva con Air France

Comincia ufficialmente la trattativa con Air France-KLM.

Il 22 dicembre 2007 il Ministero prende atto della decisione, assunta dal Consiglio di Amministrazione di Alitalia, di ritenere la proposta non vincolante di Air France-KLM la soluzione appropriata per la salvaguardia del complessivo patrimonio di Alitalia e per promuovere il suo rapido e duraturo risanamento.

Il 28 dicembre 2007 il Ministro Padoa Schioppa esprime il suo assenso a che la Società avvii una fase di trattativa in esclusiva con Air France – KLM, finalizzata alla formulazione di una proposta vincolante di integrazione tra i due Gruppi, nell’ambito della quale il Ministero dell’economia valuterà la cessione della propria quota di partecipazione in Alitalia.

Il titolo da agosto a fine anno rimane appeso intorno agli 0,80, quotazione a cui chiude al 31 dicembre. Il 14 dicembre subisce uno scossone scendendo da 0,87 a 0,76 (-13,79%) con 60 milioni di pezzi scambiati e poi il giorno dopo chiudendo a 0,72 con quasi 100 milioni di pezzi.

Intanto Alitalia smobilita da Malpensa. E la Sea, la società che gestisce lo scalo, il 1° febbraio 2008 per il tramite del suo presidente, Bonomi, chiede un risarcimento danni di un miliardo e 250 milioni di euro alla compagnia.

Il 20 febbraio 2008 il Tar Lazio respinge il ricorso di AP Holding di Carlo Toto contro la decisione del Ministero di trattare in via esclusiva con Air France – KLM

Il titolo al 23 gennaio è sceso fino a 0,67. Più o meno a quel livello si assesta fino alla fine di febbraio quando riprende a scendere. Il 14 marzo il titolo è sceso a 0,54.

Il 17 marzo 2008 il Ministero rende noto di avere ricevuto dal presidente di Alitalia una lettera con la quale si informava dell’offerta vincolante presentata da Air France – KLM. Con la stessa lettera, inoltre, il presidente di Alitalia ha trasmesso al Ministero copia della lettera inviata da Air France – KLM ad Alitalia contenente gli impegni di salvaguardia dei requisiti di interesse generale.

Il 18 marzo 2008 il Ministero comunica che il Ministro Padoa Schioppa ha inviato ad Alitalia e ad Air France – KLM una lettera contenente l’impegno ad aderire alle previste offerte pubbliche di scambio (per le azioni) e di acquisto (per le obbligazioni) da parte di Air France – KLM per la totalità dei titoli detenuti dal Ministero stesso.

Il titolo precipita: il 17 marzo chiude a 0,39 perdendo in una sola seduta il 27,78% con 44 milioni di titoli scambiati. Il 18 marzo un’altra sberla: il titolo chiude a 0,27 (ancora -30,27%) con 68 milioni di pezzi scambiati.

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3. Scende in campo la cordata italiana

Siamo nel pieno della campagna elettorale.

Alitalia diventa elemento di scontro tra i candidati.

E’ in questo momento che si manifesta Silvio Berlusconi.

Il 19 marzo 2008 viene pubblicata una lettera su Libero in cui il candidato premier afferma: ”Svendono Alitalia, la nostra compagnia di bandiera, a un quinto del suo valore di mercato. E stanno cercando di chiudere Malpensa, il porto dell’Italia sul mondo“. Sempre il 19 marzo Berlusconi parlando al TG5 della sera auspica un’offerta alternativa a quella di Air France affermando: “Mi auguro che si presenti un gruppo di imprenditori italiani coraggiosi”. E’ l’inizio dell’epopea della cordata italiana. Ancora il 19 marzo Berlusconi parlando al TG1 è ancora più diretto: “Occorre dire no alle condizioni inaccettabili poste da Air France” dice. E rilancia l’appello: “Rivolgo un appello agli imprenditori italiani: abbiano l’orgoglio di scendere in campo loro, di presentare un piano industriale, di fare un’offerta“. Alla festa per i 53 anni di Maroni a fine giornata Berlusconi spiega “Air One è una delle soluzioni possibili anche perché avrebbe delle sinergie e il sostegno di imprenditori solidi che vogliono fare qualcosa per il nostro Paese”.

L’appello di Berlusconi ridà fiato al titolo che il 19 marzo chiude a 0,32 (+18,52%) con 74 milioni di pezzi scambiati.

Il 20 marzo 2008 è un’altra giornata intensa. Berlusconi annuncia di aver chiesto a Prodi che venga disposto un prestito ponte così da consentire alla cordata italiana di inserirsi nella trattativa. Successivamente esclude che i suoi figli possano partecipare alla cordata. Il Ministro Padoa Schioppa invita chi è interessato ad Alitalia a farsi avanti con atti formali e offerte concrete “altrimenti distrugge una possibilità di vendita anziché costruirne una nuova“.

Il 20 marzo il titolo sale ancora e chiude a 0,35 con un altro incremento del 9,38% e 43 milioni di titoli scambiati.

O si fa Alitalia o si muoreannuncia garrulo Berlusconi il 21 marzo 2008 spiegando l’appello agli imprenditori che come lui non vogliono essere colonizzati dagli stranieri. Aggiungerà più tardi: “Adesso che sono in campo io, questa cosa si fa” minimizzando le voci di un disimpegno di Banca Intesa. In serata parlando al TG1 e a SKYTG24 Berlusconi fissa anche un programma di massima: C’è la possibilità che importanti imprenditori italiani si facciano avanti assistiti da importanti banche. Occorre il tempo per accordarsi, presentare il gruppo e tre, quattro settimane per vedere i conti di Alitalia che nessuno conosce. Alla fine di queste tre, quattro settimane questa cordata presenterà una proposta definitiva che spero e penso possa risolvere la situazione”.

Il 21 e il 24 marzo Alitalia viene sospesa per eccesso di rialzo .

Il 22 marzo 2008 Carlo Toto dichiara a Repubblica di avere ancora un grande progetto per Alitalia insieme a Intesa Sanpaolo. Precisa di non avere avuto nessun contatto con Silvio Berlusconi.

Tra il 24 e il 25 marzo 2008 il leader di Air France, Spinetta, si dichiara disponibile alla trattativa con i sindacati anche oltre la scadenza prevista del 31 marzo e lancia segnali di disponibilità “al fine di non lasciare nessuno per strada nel quadro della ristrutturazione“. L’ineffabile Berlusconi si attribuisce il merito della rinnovata disponibilità di Air France. Inoltre: “Air France ha subito cambiato posizione sul mantenimento dei colori e della bandiera della compagnia“. Baldassarri conferma: “Fortunatamente Berlusconi ha rilanciato un’idea di cordata italiana che ha costretto Air France e Spinetta a decidere di trattare ad oltranza“.

Il 25 marzo Alitalia riammessa alle contrattazioni chiude a 0,46 (+31,46%) con oltre 71 milioni di pezzi trattati. Si comincia a parlare di manipolazione del mercato.

Il 25 marzo 2008 prende posizione il Presidente di Consob Cardia.

Il 26 marzo 2008 Berlusconi a Viterbo affermaOggi ci sono alcuni nomi di impreditori importanti che non faccio per ragioni di riservatezza, ma che fra qualche giorno verranno conosciuti da tutti perché faranno certamente una loro offerta impegnativa. Chiederanno di avere 3 o 4 settimane, fare una due diligence e presentare una nuova offerta impegnativa. Conto che tra qualche giorno si concretizzerà la cordata“.

Bastano le allusioni di Berlusconi per portare il titolo a 0,58 (+26,09%). Ma il meglio deve ancora venire.

Il 27 marzo 2008 i nomi escono in un articolo su La Stampa a firma Augusto Minzolini: Ligresti, Benetton, Mediobanca, Eni e molti altri.

Il titolo Alitalia fa appena in tempo ad aprire le contrattazioni che raggiunge 0,64 (ancora +10,34%) e viene sospeso. Dalle prime dichiarazioni di Berlusconi (il 19 marzo) il titolo è passato da 0,27 a 0,64. Il che significa un guadagno in 8 giorni del 137,04%. Di Pietro minaccia denunce

Benetton, Mediobanca ed ENI smentiscono; Ligresti non commenta. Alla fine smentisce pure Berlusconi: “I nomi che sono apparsi sui giornali sono indiscrezioni o supposizioni da parte giornalistica. Non bisogna confondere le indiscrezioni giornalistiche con la realtà“. Sempre il 27 marzo Bruno Ermolli, presidente di Sinergetica e membro del cda di Mediaset, dichiara di avere ricevuto da Silvio Berlusconi l’incarico di individuare imprenditori italiani interessati ad acquisire Alitalia. Ma precisaun eventuale piano alternativo a quello di Air France-KLM su Alitalia sarà possibile solo una volta esaurita la trattativa con i Francesi“.

Il 28 marzo 2008 viene comunicato che il nuovo piano Air France conferma 2100 esuberi. Il Presidente del Consiglio di Gestione di Banca Intesa Salza dichiara di non essere della partita. Berlusconi durante un comizio arringa una platea di donne affermando che quando sarà alla guida del governo lancerà un appello agli imprenditori italiani per formare una cordata per Alitalia e allora vorrà “vedere chi negherà di dare il suo apporto“.

Tra le smentite di Berlusconi e il piano Air France Alitalia precipita a 0,40 (-37,50%).

Il 31 marzo 2008 viene diffusa la notizia che Carlo Toto sta organizzando una propria iniziativa per partire con una cordata italiana. Intanto però il Consiglio di Stato conferma quanto statuito dal Tar Lazio.

Il 1° aprile 2008 Berlusconi sembra aprire ad Air France.

Il 3 aprile 2008 all’assemblea di Coldiretti però rilancia la cordata: “Non si deve partecipare con milioni di milioni, basta anche una fiche“.

Il 3 aprile il titolo riapre a 0,55 ma viene subito sospeso in attesa di comunicazioni. Verrà riammesso alle contrattazioni solo il 9 aprile.

Ed infatti sempre il 3 aprile la situazione precipita.

Air France e Alitalia annunciano la chiusura della trattativa; si dimette il Presidente di Alitalia Maurizio Prato. Spinetta dichiara: “Prendo atto con rammarico della rottura dei negoziati che non dipende da noi. E’ un progetto nel quale credevo profondamente e nel quale continuo a credere perché avrebbe permesso all’Alitalia di ritrovare rapidamente la strada per una crescita redditizia“. Prato, immaginifico, commenta: “questa azienda ha una maledizione e solo un esorcista la può salvare”. Alemanno addirittura sa che di cordate italiane ce ne sono più d’una ed in merito all’abbandono di Air France commenta: “Credo che va bene così“. Intanto viene nominato il nuovo Presidente di Alitalia, Aristide Police.

Il 7 aprile 2008 anche il Governatore Formigoni dice la sua: “E’ indubbio che diversi imprenditori si sono rivolti a me. Però fin quando non è chiaro se Alitalia chiude con Air France gli imprenditori stanno studiando le loro possibilità di impegno, ma non escono pubblicamente allo scoperto“.

Il 9 aprile 2008 Corrado Passera ribadisce che Banca Intesa non è interessata ad Alitalia.

Il 9 aprile Alitalia è riammessa alle contrattazioni in un’unica fase d’asta e chiude a 0,40 con una perdita di oltre il 20%. L’11 aprile prima delle elezioni chiude in rialzo del 12,5% a 0,45.

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4. Berlusconi vince le elezioni e Air France se ne va.

Berlusconi vince le elezioni.

Il 15 aprile 2008 dopo le vittoria alle elezioni Silvio Berlusconi afferma a Radio Anch’ioPrendo in mano la situazione. Tutto il necessario perché la compagnia di bandiera funzioni e resti a supporto del turismo e dell’economia italiana sarà fatto” nel più breve tempo possibile“. A RaiUno Berlusconi dichiara:decine di imprenditori interessati, chi per orgoglio, chi per interesse, a mantenere la compagnia una compagnia nazionale”. A fine giornata sulla poltrona di Porta a Porta, Berlusconi precisa: “Esiste una società italiana che ha il know how specifico che, con l’assistenza di un importante istituto bancario, si è fatta avanti per Alitalia. Credo che la soluzione possa giungere non dico facilmente, ma entro un mese”.

Il 14 aprile Alitalia chiude a 0,50 (con un rialzo dell’11%) ma il 15 aprile esplode a 0,59 (+18%) su scambi abbastanza modesti.

Il 16 aprile 2008 Silvio Berlusconi annuncia di avere partorito lo slogan che risolleverà la compagnia di bandiera: ‘io amo l’Italia e volo Alitalia’”. Lo stesso giorno però ci ripensa ed afferma che potrebbe andare bene anche un partner internazionale.

Il 17 aprile 2008 Berlusconi precisa che parlerà con Sarkozy solo se con Air France ci sarà pari dignità. In realtà basterà attendere qualche giorno per capire che con Sarkozy di Alitalia non si parlerà più.

Intanto però il 18 aprile 2008 a Porto Rotondo di Alitalia Berlusconi parla con Putin in vista di una possibile alleanza con Aeroflot. Peccato che Aeroflot già abbia partecipato alla procedura di privatizzazione indetta dal Ministero dell’economia salvo tirarsi indietro al momento in cui si trattava di formalizzare un’offerta.

Alitalia chiude la settimana a 0,60. Dallo 0,45 del venerdì prima delle elezioni il titolo è salito del 33%.

Il 19 aprile 2008 Il Messaggero annuncia: “La cordata italiana c’è”. Nel piano Alico (acronimo di Alitalia Company) ci sarebbero le banche (ma non Mediobanca) con Banca Intesa nel ruolo di capocordata (con il 40%), ci sarebbe Air One (con il 40%) e gli imprenditori messi insieme da Bruno Ermolli (con il 20%). Banca Intesa smentisce.

Il 21 aprile 2008 Tronchetti Provera dichiara che Pirelli non è mai stata contattata. Il Presidente del Consiglio di Gestione di Banca Intesa, Enrico Salza, dichiara che sarebbe interessato ad una operazione su Alitalia “se fosse di respiro internazionale“.

Il 21 aprile 2008 Air France con quello che si suole definire uno scarno comunitato rende noto di non ritenere più validi gli accordi contrattuali resi noti il 14 marzo.

Il 22 aprile 2008 è la giornata del prestito ponte. Con Air France che lascia il tavolo delle trattative la situazione di Alitalia è drammatica. O si trova denaro fresco o si profila il rischio concreto di commissariamento. Le banche -forse troppo impegnate a mettere insieme la cordata- ovviamente si guardano bene da finanziare una compagnia agonizzante. Ci pensi lo Stato. I liberisti pronti ad andare al governo invitano -o meglio intimano- Prodi a concedere il prestito ponte. Ci pensa Matteoli per primo: “In questo modo si darà tempo al nuovo governo Berlusconi di affrontare la situazione“. Passera per Banca Intesa lapidario ancora una volta smentisce: “Oggi non c’è nulla sul tavolo. Della situazione attuale di Alitalia non sappiamo nulla“. Si fa viva anche Aeroflot baluardo del libero mercato: “Aeroflot si attiene alle istruzioni date dal presidente Putin in occasione dell’incontro con il futuro presidente del Consiglio. Ci aspettiamo un invito dalle autorità italiane a riprendere i colloqui“. Sempre il 22 aprile Francesco Gaetano Caltagirone dichiara di non essere interessato a partecipare alla cordata poiché non sono maturi i tempi per un cambiamento dei criteri di gestione e poi “non è il nostro settore“. Non manca l’intervento di un vanitoso Formigoni: “Spiace doversi citare ma confermo che il vero obiettivo di Air France era distruggere Malpensa“. La Moratti è più morbida: “L’auspicio non era e non è certamente quello di un fallimento della trattativa ma al contrario di poter portare al termine una trattativa senza pregiudicare un patrimonio del paese così come quello di Malpensa“.

Alle 18:30 si riunisce il Consiglio dei Ministri. Secondo indiscrezioni Prodi e Padoa Schioppa avrebbero voluto concedere un prestito di 150-200 milioni. Tuttavia Gianni Letta a nome di Berlusconi avrebbe informato il governo (o meglio il nipote Enrico): “Il prestito all’Alitalia non può essere inferiore ai 300 milioni. Se non sarà così, il decreto non avrà il nostro consenso“.

Poco dopo le 20:00 termina la riunione del Consiglio dei Ministri. Viene disposto un prestito ponte di 300 milioni di euro. Romano Prodi dichiara: “Le eccessive interferenze politiche che si sono verificate nel corso della campagna elettorale e le numerose difficoltà opposte dai sindacati sono state la causa del fallimento della trattativa con Air France“.

Il 23 aprile 2008 Berlusconi risponde indirettamente a Prodi e afferma che la colpa dell’abbandono di Air France è dei sindacati. A sera si corregge. Dopo tanto ottimismo per la prima volta aggiunge che non potranno evitarsi dolorosi licenziamenti. Sempre il 23 aprile alcuni imprenditori parlano della cordata. Prima lo fa Tronchetti, forte dell’esperienza in Telecom che afferma “Credo che qualunque tipo di cordata ci possa essere di fronte ad una proposta trasparente dove esista chiarezza di numeri e prospettive“. Scende ufficialmente in campo Salvatore Ligresti -già condannato a due anni e quattro mesi nell’ambito dell’inchiesta Mani Pulite- il quale interrogato sulla cordata italiana dichiara: “le cose si fanno in silenzio e penso che si fanno“. Ulteriormente alla domanda se il suo gruppo sarà coinvolto Ligresti risponde: “penso che ci sarà modo di essere coinvolti. Una mano bisogna darla, penso sia giusto e doveroso nei confronti del paese, della compagnia, dei lavoratori e del turismo“. Viene da chiedersi come mai tanto senso civico non si sia manifestato durante la procedura di privatizzazione indetta dal Ministero dell’Economia. Anche la Moratti si dimostra più disponibile rispetto a quando c’era il governo Prodi e con riguardo alla richiesta di risarcimento di Sea contro Alitalia precisa: “la Sea ha presentato un ricorso sulla base di un oggettivo impegno preso da Alitalia. Se ci saranno le condizioni, per cui Sea possa tornare allo stesso utile di quando era presente Alitalia, allora l’indennizzo non è più dovuto“.

Si manifesta anche Emma Marcegaglia -neoeletta presidente di Confindustria- “il prestito ponte è una buona soluzione a patto che apra a breve le porte ad una soluzione di mercato anche con una cordata non italiana e che comprenda operatori come Lufthansa e Aeroflot“.

La Commissione europea invece lamenta di non avere ricevuto dal governo italiano la notifica formale del prestito, e avverte che in questa situazione qualunque gruppo concorrente può presentare ricorso. C’è il rischio concreto che il “prestito” sia considerato aiuto di stato. Sarà un caso, ma nel rimpasto della composizione della Commissione dopo l’abbandono di Frattini all’Italia è attribuito il Commissario ai Trasporti.

Il 24 aprile 2008 infatti si scopre che Ryanair non l’ha presa bene (ma anche British Airways non ha gradito) e che si opporrà all’ennesimo illecito aiuto di stato ad Alitalia. La compagnia irlandese lamenta l’indifferenza della Commissione europea di fronte ad una serie di interventi illegittimi a favore delle compagnie di bandiera. La Commissione europea conferma “Abbiamo dubbi sulla natura del prestito ponte che il governo italiano ha concesso ad Alitalia (…) ci domandiamo se quella del governo italiano è un’operazione commerciale che non ha bisogno di autorizzazione o se si tratta di un aiuto di stato“. Sempre il 24 aprile Luciano Benetton dichiara “quello di Alitalia è un problema risolvibile ma è prematuro parlarne perché manca un piano industriale. Al momento non siamo interessati“. Come Caltagirone conclude: “quello di Alitalia non è tanto un problema economico finanziario quanto di gestione“. Monte dei Paschi precisa di non essere coinvolta e che nessuno l’ha contattata. Silvio Berlusconi da vero paladino del libero mercato afferma che la UE non deve fare difficoltà. Al riguardo il portavoce della Commissione dichiarerà di non voler commentare dichiarazioni che rientrano solo nel dibattito politico interno. Intanto il CdA di Alitalia preso atto dell’abbandono di Air France e dell’assenza di manifestazioni di interesse da parte di altri gruppi ribadisce l’urgenza di una ricapitalizzazione.

Il 25 aprile 2008 ancora Il Messaggero spara “Lufthansa e la cordata italiana, ecco il piano di integrazione“. Il quotidiano romano (già in prima linea con le anticipazione poi smentite il 19 aprile) ipotizza che in 3-4 settimane -il tempo necessario ad Ermolli per avere la situazione completa dei conti- prenderà corpo il piano industriale e nascerà la cordata italiana destinata ad acquisire una quota di maggioranza del vettore della Magliana. Nella cordata italiana (anche nota come la Banda della Magliana) Intesa Sanpaolo dovrebbe affiancare gli imprenditori, tra cui, oltre a Ligresti, dovrebbe esserci anche Marcellino Gavio. Ancora insicuri Gilberto Benetton e Tronchetti Provera, Giorgio Squinzi, Diana Bracco e Mario Polegato. Ovviamente entrerebbe anche AirOne di Carlo Toto. L’impegno finanziario complessivo della cordata dovrebbe essere tra i 400 e i 1500 (l’ampiezza della forbice lascia pensare che le idee non siano ancora del tutto chiare). Lufthansa sarebbe il partner industriale con una quota di minoranza. Il Messaggero, non pago, formula un’ipotesi alternativa: sarebbe un “nocciolo duro” di imprenditori Italiani, affiancati dalle fondazioni, ad entrare nel capitale di Lufthansa che a sua volta controllerebbe Alitalia.

La smentita di Lufthansa non si fa attendere. Il direttore finanziario della compagnia tedesca, Stephan Gemkow, dichiara che l’opinione dei vertici della compagnia aerea tedesca su Alitalia non è cambiata “piuttosto è stata confermata dagli sviluppi delle recenti settimane“. Di fatto si conferma quanto già affermato nei giorni precedenti e cioè che Lufthansa è interessata al processo di consolidamento del settore aereo nel mondo, ma che il dossier Alitalia non è alla sua attenzione.

I dubbi della Commissione sul prestito ponte, e le smentite alle ultime voci, fanno scendere Alitalia a 0,50 con un calo di oltre il 13% rispetto alla chiusura precedente.

Intanto gira voce di un coinvolgimento di Sviluppo Italia di Domenico Arcuri nella cordata italiana per il salvataggio della compagnia di bandiera.

Il 26 aprile 2008 Antoine Bernheim nega che Generali sia stata mai contattata.

Il 28 aprile 2008 Mario Moretti Polegato lamenta la mancanza di un chiaro progetto industriale in assenza del quale si parla di “aria fritta”.

Il 29 aprile 2008 di fronte alle perplessità della UE sul prestito ponte, Berlusconi minaccia che se la Commissione continuasse a “zignare” potrebbe essere lo Stato (o le Ferrovie dello Stato) ad acquistare Alitalia. La UE manifesta indifferenza. Intanto ENI e De Benedetti si tirano fuori, mentre Tronchetti Provera manifesta disponibilità.

Il 30 aprile 2008 la UE prende posizione sull’ipotesi di nazionalizzazione affermando che aiuti di Stato ad Alitalia sono interdetti in qualsiasi forma almeno fino al 2011. Bazoli per Banca Intesa ipotizza di prendere in esame un intervento in Italia solo in presenza di un “piano industriale rigoroso”. Corrado Passera esclude che al momento ci siano trattative specifiche neppure in relazione all’eventuale partecipazione a cordate”. Alitalia, nella causa avviata da SEA, chiede in via riconvenzionale 1,2 miliardi.

Il 5 maggio 2008 di nuovo il Messaggero rivela il rinnovato interesse di Lufthansa per Alitalia, per il caso in cui la compagnia sia liberata dalle inefficienze da far confluire in una bad company da costituire. Partner di Lufthansa sarebbe Unicredit. Unicredit smentisce di avere mai avuto contatti con Lufthansa. Lufthansa non commenta. Giovanni Malagò conferma che Air One ha avuto contatti con Bruno Ermolli. Intanto Alitalia riceve l’accredito di 300 milioni del prestito ponte.

Il 6 maggio 2008 Bruno Ermolli dichiara che sta ancora lavorando alla cordata: “Lo vuole il Presidente Berlusconi“. Nulla aggiunge essendo tenuto “al segreto professionale“. Giuseppe Guzzetti non esclude l’intervento delle Fondazioni se ci dovessero essere progetti industriali.

Il 7 maggio 2008 Luca Cordero di Montezemolo benedice la cordata: “ben venga la possibilità di imprenditori italiani con un forte partner industriale”. Anche Edoardo Garrone, vice presidente di Confindustria dice la sua sua: meglio capitali italiani purché ci sia un progetto industriale importante.

L’8 maggio 2008 entra in scena il neo Ministro delle Infrastrutture, Altero Matteoli, il quale con sicurezza dichiara “Mi pare che il presidente Berlusconi, durante la campagna elettorale con molto coraggio abbia preso un impegno. Ci stiamo lavorando, io credo che troveremo una soluzione“. L’amministratore delegato di Unicredit Profumo ribadisce che la sua banca “non ha un interesse proprio diretto” per Alitalia. Il Financial Times dà conto di una frattura nel governo appena insediato in cui Giulio Tremonti si opporrebbe a Berlusconi sul rifiuto della proposta Air France-KLM. Al suo fianco, a favore di Air France -che comunque, scrive il Financial Times, difficilmente ritornerebbe sui suoi passi- ci sarebbe Gianni Letta.

Il 9 maggio 2008 Bruno Ermolli, nella sua qualità di incaricato da Silvio Berlusconi, in una nota spiega di avere inoltrato al presidente di Alitalia “la richiesta di dati e informazioni aggiornati sulla compagnia allo scopo di esaminarli con gli imprenditori e gli investitori maggiormente interessati ad elaborare un’ipotesi di sostenibilità economica e finanziaria di un progetto per il rilancio della compagnia“.

Il 10 maggio 2008 Giulio Tremonti, intervistato da Lucia Annunziata, annuncia festante al mondo i risultati ottenuti: “Il rischio per la nostra economia che la compagnia di bandiera finisse in mano ad un concorrente nel turismo è stato evitato. Per Alitalia noi cerchiamo una soluzione fondamentalmente italiana e fondamentalmente privata. Se non funziona vedremo“.

Il 12 maggio 2008 la Commissione Europea decide di concedere tempo all’Italia fino al 30 maggio per rispondere sul prestito ponte concesso ad Alitalia. Del caso si occuperà il nuovo Commissario ai Trasporti: Antonio Tajani. Esportazione del conflitto di interessi? Trapela intanto la notizia che il CdA di Alitalia stia per approvare una trimestrale da cui emergono perdite per 280 milioni di euro. Intanto rimane sempre scoperto il ruolo di amministratore delegato della società dopo l’uscita di scena di Maurizio Prato avvenuta il 2 aprile. Si parla insistentemente di Mario Resca, amico personale di Silvio Berlusconi. Resca, con puro spirito di servizio, dichiara: “Per la mia esperienza di manager e imprenditore, penso di poter essere messo a servizio del Paese per risolvere i problemi della compagnia di bandiera svolgendo questo incarico“. Sempre il 12 maggio Silvio Berlusconi dichiara di contare sugli imprenditori italiani.

Il 14 maggio 2008 Passera, A.D. di Banca Intesa, come costume, smentisce: “Non conosciamo più da mesi la situazione di Alitalia. Non siamo in grado di fare alcuna valutazione su nessun specifico progetto, perché mi sembra che il nuovo azionista stia lavorando e quindi poi valuteremo“. Resta il dubbio: chi è il nuovo azionista? Intanto, dopo Prato, si dimette Giovanni Sabatini, uno dei componenti del CdA di cui rimangono a far parte il Presidente Aristide Police, Carlo Santini e Luciano Vannozzi. Se si dimettesse un altro consigliere, a norma di statuto, si intenderebbe decaduto l’intero Consiglio.

Il 15 maggio 2008 si manifesta Bruno Ermolli il quale, a margine di una rassegna di concerti pucciniani (e forse intonando I figli d’Italia bella), ribadisce di essere “un consulente” e di essere “tenuto al segreto professionale“. Annuncia il consulente che riferirà eventuali novità soltanto “a chi ha veste istituzionale“. Aggiunge Ermolli: “Io non ho nessuna veste istituzionale, chi fa il consulente deve stare zitto e riferire a chi ha veste istituzionale“. Ed infatti proprio il 15 maggio Ermolli è a Palazzo Chigi per incontrare Berlusconi e Tremonti, alla presenza del senatore Luigi Grillo. Già il 6 maggio il “consulente” Ermolli si era trincerato dietro il segreto professionale. Il “consulente” Ermolli aveva ricevuto da Silvio Berlusconi l’incarico di individuare soluzioni per Alitalia il 27 marzo quando non risulta che l’attuale Presidente del Consiglio rivestisse ruoli istituzionali. Malagò, dopo aver riconosciuto “il ruolo istituzionale di Ermolli” conferma l’interesse di AirOne. Parte la nuova campagna pubblicitaria di Alitalia all’insegna dello slogan: “Volare Alitalia, fa volare l’Italia”. Chi l’avrà suggerito?

Il 19 maggio 2008 Alitalia smentisce le voci di difficoltà nel pagamento degli stipendi.

Il 20 maggio 2008 ancora il Messaggero (si vedano gli articoli pubblicati il 19 e il 25 aprile e quello del 5 maggio) riferisce che la cordata Ermolli porterebbe in dote 1,4 miliardi di euro. Ermolli, al convegno dedicato all’Expo 2015 in corso alla Borsa di Milano si limita a dichiarare: “ Ho fatto ampia relazione alla presidenza del Consiglio dei ministri. E’ presto per parlare di cifre“. Però sulla possibilità di costruire una grande compagnia di bandiera nazionale, vincendo la ritrosia legata al vincolo professionale dichiara “Io ci credo”. Sempre il 20 maggio al convegno dedicato all’Expo 2015 Enrico Salza, in merito ad un coinvolgimento di Banca Intesa, dichiara “Tutto è possibile… siamo in attesa di capire.. quando ne sapremo qualcosa di più“. Già che c’è smentisce di avere mai avuto contatti con Ermolli: “Non l’ho mai visto, lo vedo qui stamattina“. Anche Salza, incalzato in merito ad un intervento in Alitalia diventa patriottico: “Noi diciamo spesso che siamo la banca del Paese. Il che vuol dire essere disposti ad aiutare davvero tutta la clientela“.

Il 21 maggio 2008 il Senato approva il prestito ponte di 300 milioni varato dal governo Prodi. Il Consiglio dei Ministri approva un provvedimento che trasforma il prestito ponte in patrimonio. Il Ministro Tremonti dichiara: “Si tratta di una misura temporanea in modo che il collegio sindacale non ponga questioni“. Nessun commento dalla Commissione Europea.

Il 22 maggio 2008 Air France per bocca di Jean Cyril Spinetta dichiara che l’integrazione di Alitalia in Air France non si creerebbe valore. Polegato ribadisce di essere in attesa del piano industriale “che deve essere deciso dal Governo“. Dal Governo? Si manifesta anche Roberto Castelli -oggi sottosegretario alle Infrastrutture- il quale, con non poco realismo, dichiara -a nome degli avvoltoi che cominciano a volteggiare- che ci sarebbero diversi imprenditori interessati se si andasse alle procedure della Legge Marzano. E spiega: “ci sono moltissimi imprenditori che si farebbero avanti, sicuramente posso testimoniale che ci sono delle cordate disponibili a rilevare Alitalia dopo gli inizi della procedura concorsuale perché la compagnia ha due valori il brand e gli slot“. Alla faccia dell’orgoglio patriottico.

Il 24 maggio 2008 Michela Vittoria Brambilla -c’è da immaginare intonando la canzone del Piave- proclama “Alitalia rimarrà italiana!“.

Il 26 maggio 2008 il ministro per le Politiche Comunitarie Andrea Ronchi assicura: “Il Ministro dell’Economia Giulio Tremonti ha le idee molto chiare su cosa fare“.

Il 27 maggio 2008 sempre Andrea Ronchi riconosce che il Governo non ha ancora inviato alla Commissione UE i chiarimenti sul prestito ponte attesi entro il 30 maggio: “Ci stiamo lavorando in queste ore”. Sempre in data 27 maggio il CdA di Alitalia approva il bilancio di esercizio 2007 e diffonde il resoconto intermedio di gestione relativo al primo trimestre 2008.

Il 28 maggio 2008 Roberto Castelli -c’è da presumere rimbrottato da chi di dovere- ritorna con la coda tra le gambe sulle sue dichiarazioni del 22 maggio: “Nessuno auspica il fallimento. Siamo in fiduciosa attesa. Se Berlusconi dice che c’è una cordata io ci credo. Berlusconi dice che la cordata vuole intervenire prima di un eventuale commissariamento“. La Lega, annuncia Castelli, voterà a favore del prestito-ponte. Roma è un po’ meno ladrona. Emma Marcegaglia interpellata in merito alla partecipazione alla cordata dichiara che “non c’è nulla di particolarmente concreto“. Ovviamente si aspetta “il piano industriale“. Conclude “per il momento non ci sono novità rispetto a qualche settimana fa“. Si manifesta pure il Ministro Scajola il quale dichiara che Alitalia “è un’emergenza” e quello del governo “è un silenzio operoso”. Conclude Scajola “Il Presidente Berlusconi sta lavorando con decisione ed entro poche settimane, perché il tempo è poco, saranno prese decisioni per avere una compagnia italiana nel trasporto aereo“. Non fa mancare il suo commento anche Mario Resca -in fiduciosa attesa di essere nominato amministratore delegato di Alitalia-: “La situazione di Alitalia è difficile -dice- però è una grande opportunità“.

Il 29 maggio 2008 Iberia dichiara di non essere interessata ad Alitalia. Salza per Banca Intesa oggi non smentisce, si limita ad un no comment. Il Governo nella relazione di accompagnamento al decreto fiscale fa sapere che con il prestito ponte il commissariamento è escluso per i prossimi dodici mesi. La Commissione Europea informa di non avere ricevuto ancora nulla a 24 ore dalla scadenza del termine assegnato al Governo Italiano per fornire chiarimenti in merito al prestito ponte.

Il 30 maggio 2008 Ronchi rassicura: “oggi risponderemo alla Commissione”.

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